Essiggià! Certo, un'insegnate un po' improvvisata, visto che non l'ho mai fatto, però sono in procinto di avviarmi all'oratorio del mio paese per aprire "ufficialmente" il primo appuntamento dei Laboratori Creativi.
Si tratta di corsi domenicali di 2 ore rivolti ai bambini della scuola elementare che terrò 2 volte al mese.
Oggi comincio con i piccoli di prima, seconda e terza elementare e faremo una piccola paginetta scrap. Ho chiesto loro di portare 3/4 foto e vediamo che salta fuori!!! Non è che io sia una maga dello scrap, sia chiaro, ma anche l'incitamento che mi ha dato Celina di Pisa, che ho finalmente conosciuto all'Hobby Show di Milano a Marzo, mi ha spronata a provare. In fondo sarà un momento divertente che passerò con qualche bambino e speriamo che sia ben accolto. Non so ancora quanti saranno, diciamo che se dovessero venire tutti dovebbrero essere più di 40 bambini, ma speriamo che la metà resti a casa!!! Ahahahhahaaaahhh.
Fortunatamente avrò dalla mia un'amica che, volendo provare ad iniziare questo hobby ha deciso di aiutarmi e anche una delle insegnanti dei bambini di seconda, mia amica, che mi aiuterà a gestire i piccoli corsisti.
Vi prometto che scatterò un po' di fotografie a questi piccoli hobbysti in erba e vi farò anche vedere 3 paginette che ho preparato qualche giorno fa, mentre mi acciungevo a rispolverare questo hobby che da molto tempo avevo rinchiuso nel cassetto!
Spero tanto che sia soprattutto una giornata allegra e che i bambini si appassionino a tutti gli hobby che via via gli proporrò durante gli appuntamenti che terremo. E alla fine dei corsi, che per ora dureranno fino a giugno, allestiremo una bellissima mostra dove ogni piccolo bimbo potrà mostrare orgoglioso i propri lavori ai suoi famigliari!
Ci vediamo stasera con le foto del reportarge scrapposo con i miei bimbi!!! BUONA DOMENICA A TUTTI!
by ReginaDelNord | categoria:vita quotidiana, hobby, creatività , curiosità , scrapbooking |
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Ci sono sere dove i ricordi prendono il sopravvento sulla nostra vita quotidiana. Sere dove torni indietro con gli anni, dove ti piace rivederti adolescente, con le tue speranze, le tue paure, le tue emozioni, le tue esperienze. Questa è una di quelle sere, dove, nel buio della mia sala mi metto le cuffie e ascolto su youtube le canzoni che mi ricordano momenti di vita passata, ma che ricordo a volte con gli occhi lucidi e a volte con il sorriso sulle labbra.
E allora incappi in DUE una spendida canzone di Raf che ti fa tornare sedicenne alle prese con il primo grande amore. Aveva un sorriso bellissimo, un profumo che mi faceva andare in estasi e mi ricordo quando gli rubai la sua felpa gialla che indossava sempre per metterla a scuola e sentire il suo profumo durante le ore di matematica o di inglese. Quel ragazzo dagli occhi di ghiaccio che mi fece provare forti emozioni, ma che in un attimo mi fece capire quanto è dura una delusione d'amore. La nostra storia iniziò proprio sulle note di quella canzone, scelta da qualcuno nel bocciodromo dove io stavo seduta su un tavolo, faccia al muro, con gli occhi lucidi per la paura che lui non ricambiasse i sentimenti che provavo. Quando le note partirono e iniziai a canticchiarla, sentì qualcuno abbracciarmi. Non mi girai a guardare chi fosse, l'avevo capito dal mio cuore. Poteva essere solo lui, perchè in quel momento stavo terribilmente bene. Abbiamo passato un intero inverno insieme e credo che ancora adesso sia la storia che ricordo con un tocco di nostalgia per l'innocenza che l'ha contraddistinta. Due ragazzini ancora giovani, ma grandi abbastanza da volersi bene e forse troppo piccoli per avere la forza di chiarirsi e ritrovarsi. E proprio con le note di DUE di Raf, così come si era aperta, la nostra storia si chiuse definitivamente. Con una ragazzina dagli occhi pieni di lacrime, aspettare un treno che la riportava a casa, mentre passava un furgoncino e quelle note sparivano lontane....insieme a lui....
E poi ecco che arriva un'altra canzone, altre note, altri ricordi... IO TI CERCHERO', di Lorenzo è forse la canzone che può accompagnare una storia di 11 anni fa. Una storia che mi fa ancora male, nonostante la mia vita sia continuata, nonostante io sia cresciuta e sia ormai madre e moglie. Ma il pensiero torna spesso a lui, continuamente. Perchè ci sono storie e persone che ti lasciano il segno per quello che hanno rappresentato e per come le cose sono finite. Per sempre.
Finite come erano incominciate: male. Ma nonostante questa storia sia triste è un ricordo che conserverò nel mio cuore per sempre, perchè quel ragazzo, ancora oggi ha un posto speciale nel mio cuore.
A volte mi chiedo se davvero io lo cerchi ancora negli occhi che incontro, nella speranza di risvegliarmi e scoprire che è stato solo un sogno, un brutto sogno. Vorrei potergli dire tante cose e a volte lo faccio, nel silenzio della notte cerco di trovare quel contatto che non abbiamo mai avuto davvero. Lui era imprevedibile, taciturno ma terribilmente bello. Il ragazzo più bello che abbia mai avuto. I suoi bellissimi occhi blu però erano spenti. Come era possibile che a 20 anni lui avesse già deciso? Come? Non mi ha dato la possibilità di aiutarlo,nonostante in cuor mio sapevo che mi amava tantissimo. Ma la vita l'aveva messo di fronte a dolori troppo forti per la sua età ed io non ho capito fino in fondo che dovevo e potevo aiutarlo. Ci ho provato, ma forse nel modo sbagliato. E quando ho deciso di allontanarmi da lui non sono tornata mai più indietro, nonostante avesse cercato disperatamente di riprendermi. Non capii subito il suo grido di aiuto. Quando mi giunse era troppo tardi e i suoi occhi blu si erano spenti per sempre, lasciandomi addosso una sensazione indescrivibile. Lo amo ancora, nonostante ormai nel mio cure, da parecchi anni ci sia mio marito, ma quegli occhi blu non li ho mai scordati e mai li scorderò. Perchè quando continui a cercarli negli occhi delle persone che incontri nella tua vita, significa che li hai nel cuore. L'unico posto dove posso rifugiarmi ogni tanto per incontrarli di nuovo e farli riaprire ancora e ancora e ancora....
Ricordo.... ricordi....
by ReginaDelNord | categoria:canzoni, vita quotidiana, emozioni |
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Si sa, non credo nell'amicizia. Gli eventi della vita mi hanno portata a decidere di non fidarmi, di non legarmi a nessuno in modo particolare. Però c'è sempre qualche evento, qualche momento, qualche persona che vorresti conoscere di più, che vorresti soprattutto conoscere dal vero.
Ne ho tanto di amiche virtuali, ma oggi voglio dedicare un pensiero a lei. A lei che nonostate il nick porta sempre il sereno nel mio cuore. A lei che la prima volta che l'ho sentita al telefono mi è piaciuta davvero. Quella vocina da bambina che ti risulta simpatica al primo impatto, tanto da farti quasi intimidere. Forse perchè l'ho conosciuta per un anno e mezzo leggendola. Sentire quella voce mi ha fatto capire che non è una brutta persona.
Le incomprensoni all'inizio con lei sono state molte. Velate, mai dimostrate realmente forse, ma per come sono fatta io ho sempre cercato di non dare tanta confidenza subito. Le volte che l'ho fatto sono stata bastonata parecchio. Normale quindi staccarsi, creare un muro da abbattere piano piano, anche a forza di risultare antipatica ai più.
FRancamente questo non mi importa. Non mi importa sapere che c'è qualcuno che ha sempre pensato i peggio di te, ma solo all'improvviso, come un fiume che straripava, è riuscito ad ammettere cosda provava per me. Mi ha fatto male, tantissimo. L'ennesima delusione in questi anni passati a raccogliere pezzi e pezzi distrutti in pochi istanti.
Ma ieri sera lei mi ha aiutata a leccarmi le ferite. Mi ha fatto ridere, sfogare, confidare e spettegolare. Sembravamo la Vinciguerra e Signorini, magari fonderemo anche un gionalino gossip... massì dai... hihihihi
Mi hai acoltata, ti ho ascoltata, forse come non era mai successo. Ti ringrazio per la bella serata passata a tu per tu, dove sono uscite un sacco di cose, divertenti e anche un po' "scomode", ma tant'è, mi sono sentita davvero bene.
Credo mi mancherai Silvietta. Io ho scelto di andarmene da un luogo saturo di personaggi sterili travestiti da sapientoni infantili e anche un po' rachitici... anzi... occhialino rachitico....
Ma continueremo a sentirci, a ridere, confidarci e spettegolare... bisogna solo decidere chi fa la Vinciguerra e chi Signorini... azz... scelta ardua prevedo,..
Un bacione, MARZIE'
A volte mi chiedo se potrò essere un buon esempio per i miei figli.
Mia madre non lo è stata per me. Ed io sono cresciuta fragile, ma allo stesso tempo forte.
Fragile rispetto a chi riesce sempre a portare a termine ciò che vuole. Forte rispetto a chi non riesce a continuare a vivere, a ridere, a inspirare a pieni polmoni l'aria che ti fa continuare e magari decide di farla finita.
A volte mi sento come un ramo che, pur di restare in vita, si aggrappa all'unico pezzo di terra che trova in mezzo a tanta aridità. Li avete mai visti? Quelli che si vedono spuntare dai posti più impensabili. Circondati dal nulla, eppure lì, fieri di esserci, con le loro foglioline verdi che fanno pensare ad una cosa sola: VITA.
Non so quante volte sono stata davvero felice in vita mia. Eppure non mi manca nulla. Apparentemente potrei sembrare una persona felice.
Ma non lo sono, per ora.
E allora, cosa posso insegnare ad Arianna? Ha 6 anni ormai, inizia a capire quando sono triste. Inizia a capire che la vita non è solo il giocattolo nuovo a natale, ma è molto di più.
Come insegnarle ad essere fiera di sè stessa se io per prima non lo sono?
Questo 2008 appena iniziato voglio che diventi il mio anno. Difficilmente si può dare una data ad una svolta, soprattutto quando questa si prospetta lenta come quella che vorrei imprimere io nella mia vita, ma che sia a gennaio, a giugno, o ad ottobre, voglio arrivare alla fine di quest'anno e pensare che sì, ora ho qualcosa da insegnare ai miei figli!
Sono appena rientrata. Fuori è buio, fa freddo, ma nonostante questo il mio cuore, il mio corpo e la mia gola sono caldi. L'adrenalina che mi ha accompagnata dalle 9 di questa fredda sera di dicembre è ancora lì. Si fa sentire come non lo faceva da tantissimo tempo. Forse perchè avevo dimenticato come farla salire.
Ci è riuscito LUI, con la sua musica, con le sue parole che hanno accompagnato questa serata che mi sono regalata dopo tanto tempo. Me la meritavo e ne avevo bisogno. Un bisogno che neppure sapevo, ma appena le luci si sono spente, appena la musica è partita e la sua voce ha riempito il DutchForum, le mie braccia si sono alzate e con loro tutta la mia rabbia, la mia voglia di urlare, di cantare a squarciagola come non facevo da tempo.
Troppo tempo gettato via, senza rendermene conto, senza avere la forza o il coraggio di fare nulla.
Ma stasera era diverso.
Stasera era la MIA serata.
Era la serata del "Milano 4".
Era la serata giusta per capire che anche grazie alle SUE canzoni che ho urlato alzando le mani al cielo, posso, se voglio, tenere quelle braccia alzate a lungo, in segno di vittoria, della mia vittoria.
Quella vittoria che mi sembra così irreale, ma che c'è.
E' lì, in attesa che io ci arrivi, passo dopo passo, magari con ancora addosso questa adrenalina che mi sta scaldando l'anima, nonostante fuori faccia un freddo boia e nonostante questo freddo, per tanto tempo, è stato anche dentro di me.
C'è chi dice che una canzone, o 10 o 100, non possono aiutarti a cambiare.
Forse chi pensa questo non sa che qualcuno stasera, dalle 9 di questa sera, ha voluto dire BASTA.
BASTA alle giornate buttate via.
BASTA alle lacrime nascoste.
BASTA al freddo che ti gela il cuore.
Perchè quando l'adrenalina sale dentro di te, è una botta pazzesca. E' una forza che ti rimane dentro e che ti fa .... URLARE CONTRO IL CIELO.
Grazie Luciano e grazie a me.
by ReginaDelNord | categoria:canzoni, miti, vita quotidiana, emozioni, ligabue |
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Lo so, la perdita della mia adorata Billo che mi ha lasciata a settembre e dei suoi poveri gattini è ancora fresca e fa tanto male, ma appena Vivien mi ha detto che la sua gattina era ancora incinta ho deciso di adottarne uno.
Certo, non sarà un rimpiazzo, ma come si fa a dire di no di fronte a questa meravigliosa micina????
Giudicate voi!!! Ah, anzi, se volete suggerirmi un nome per salvarla da Bloom deciso da mia figlia, mi farete un piacere immenso! ahahahahaha
Eccola, in tutto il suo splendore, è arrivata a casa stamattina, e poverina, è un'ora che sta piangendo disperata... sigh sigh



by ReginaDelNord | categoria:gatti, vita quotidiana, emozioni, curiosità |
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Quando avevo 16 anni (forse più, forse meno) il mio diario era quello che la mia generazione ha amato di più: la Smemoranda. Si diceva ai genitori che era il diario di scuola, ma non lo si usava a scuola, bensì diveniva una sorta di blog. Proprio come questo, ma cartaceo, pieno, vivo...
Si scriveva di tutto, si attaccava ogni cosa che aveva importanza, ma anche cose inutili, che ai nostri occhi divenivano segreti da custodire per sempre.
A settembre era lindo, pulito e in perfetto ordine. A giugno era irriconoscibile, pieno e, per poterlo chiudere, molti di noi usavano attaccare nastri, che divenivano una sorta di lucchetto per proteggerlo dagli occhi degli intrusi, ma forse, nella speranza, che quegli intrusi aprissero con facilità quel "blog" e leggessero il nostro grido di aiuto, proprio come ora, forse.
Tante erano le frasi che riempivano quelle pagine. Scritte a biro, o meglio ancora con gli Uni-Posca, magari rubacchiati in qualche supermercato per averne di tanti e tanti colori.
Una frase che ho sempre amato era questa:
Sii sempre come il mare, che infrangendosi contro le rocce trova sempre la forza di riprovarci.
Di un certo Jim Morrison, che nessuno di noi aveva "vissuto", ma che tutti utilizzavano per esprimere i propri pensieri.
Quella frase apriva ogni anno la mia Smemoranda, come una sorta di promessa.
E ancora adesso, rileggendola, credo che possa racchiudere il momento particolare che sto vivendo. Ma quella forza non ce l'hai a 16 anni e a volte neppure a 30.
Speri sempre di trovarla, convinto che, spolverando a destra e a sinistra della tua vita, salti fuori da un momento all'altro. Eppure, pur riempiendoti di polvere gli occhi e la gola, quello che riesci a raccimolare non è a forza che ti serve per risollverati, ma un gran mal di gola e occhi rossi che vorresti nascondere.
Forse siamo noi che non vogliamo essere come il mare. Forse è questa vita che vuole fare la protagonista. Ti ruba la scena, diventa mare al posto tuo, rilegandoti ad un ruolo da comparsa e facendoti divenitare roccia. Una roccia contro la quale vengono sbattutte fortissime onde che ti danno la sensazione di annegare.
Ma basterebbe anche solo pensare un attimo. Può il mare annegare una roccia?
Forse no, a meno che non sia quella roccia, ormai troppo corrosa dal tempo, a decidere di sgretolarsi di fronte a quelle onde fortissime, che sembrano non finire mai.
Ma non si dice che dopo la tempesta torna sempre il sereno? E allora, quanto può durare una tempesta, prima di riuscire ad aprire di nuovo gli occhi?
by ReginaDelNord | categoria:vita quotidiana, emozioni, aborto |
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Massì, ora vi svelo come sono veramente 
by ReginaDelNord | categoria:vita quotidiana, emozioni, curiosità |
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